ROTTA BALCANICA 2019
Intervento di emergenza a favore dei migranti
nell’aera di Bihac – Bosnia Erzegovina

La rotta balcanica

La Balkan Route è un corridoio geografico che ha assunto un ruolo cruciale nella storia delle migrazioni nel 2015, anno in cui 853.650 persone hanno utilizzato questa rotta per raggiungere l’Europa attraverso la Turchia, la Grecia e i Balcani occidentali. Si trattava in particolari di cittadini siriani, afghani e iracheni, in fuga dalle guerre e dagli attentati, cui presto si sono unite migliaia di persone provenienti da ogni parte dal mondo.

Nel marzo del 2016 questa rotta è stata ufficialmente chiusa e, al momento della firma del discusso accordo tra Unione Europea e Turchia, oltre 140.000 persone sono rimaste intrappolate in Grecia e oltre 7.000 persone si sono trovate bloccate lungo i centri di transito e campi per richiedenti asilo che sono stati allestiti tra Macedonia e Serbia.

Per tutto il 2016 e il 2017 migliaia di migranti passati dalla Turchia alla Grecia, hanno comunque continuato il loro tentativo di raggiungere i paesi dell’UE su questa rotta, rimanendo vittime della violenza e dell’incertezza.

Nella primavera del 2018, vista la chiusura del passaggio a nord, tra la Serbia, la Croazia e l’Ungheria, centinaia di migranti hanno iniziato a spostarsi verso la Bosnia Erzegovina dirigendosi verso l’ampio confine occidentale con la Croazia, principalmente nella città di Bihać e Velika Kladuša, mentre poche centinaia restano nei centri per l’asilo aperti tra Sarajevo e Mostar.

 

La situazione dei migranti in Bosnia:

Secondo i dati ufficiali forniti dalle Nazioni Unite attraverso l’ultimo report pubblicato in gennaio, il numero di migranti e rifugiati arrivati in Bosnia ed Erzegovina al giorno 31 gennaio 2019 è di 5.400 gran parte dei quali nel cantone di Bihać. Nello stesso report viene indicato che dal 1 gennaio del 2018 sono stati 25.530 ingressi nel paese. Nel corso del 2018 nel cantone il cui centro principale è Bihać, sono stati allestiti ufficialmente 4 campi per l’accoglienza di migranti e rifugiati: Borići e Bira a Bihać, Hotel Sedra ad alcuni chilometri dalla cittadina e Miral nei pressi di Velika Kladuša sul confine con la Croazia.

I migranti, fatte le procedure di registrazione con l’ufficio stranieri, fanno una procedura di registrazione con l’Organizzazione Mondiale delle Migrazioni, cui segue uno screening medico sanitario, l’assegnazione dell’alloggio e il contestuale rilascio della card identificativa che viene richiesta per l’entrata e uscita dal campo, le distribuzioni di cibo, abbigliamento e altri beni necessari.

I dati ufficiali dichiarano che a Febbraio 2019 sono presenti nei campi 2.219 persone, tra cui 190 membri di 52 famiglie delle quali fanno parte 52 uomini, 51 donne e 87 bambini; vi sono poi 1.811 uomini che viaggiano individualmente e 218 minori non accompagnati.

Cosa fa il progetto:

A partire dal 21 dicembre 2018 il progetto opera nel campo più grande di Bihać, il Bira, con le seguenti attività:

  • Supporto emergenziale e logistico in particolare per donne e bambini: preparazione, distribuzione pasti e distribuzione beni di prima necessità. Queste attività sono occasione per favorire le relazioni e la socialità tra gli ospiti.
  • Avvio e gestione del “Čaj Corner” (l’angolo del tè) che ha l’obiettivo di favorire le relazioni e la possibilità di incontrarsi e confrontarsi in un ambiente talvolta molto complicato e in cui i rapporti umani tendono ad assottigliarsi molto.
  • Sostegno alla lavanderia del campo.
  • Supporto all’acquisto di attrezzature per la cucina e per il primo soccorso della Croce Rossa.
  • Allestimento di una palestra all’aperto e attrezzature per lo sport da installare con la primavera nel retro del campo, per permettere ai migranti, in particolari uomini, di poter fare attività fisica e poter parzialmente allentare le tante tensioni esistenti.
  • Avvio di attività psico-sociali (laboratori, animazione, educazione) con le donne e i minori nel campo.
  • Favorire la diffusione di informazioni sul tema della migrazione e dei cambi profughi e la visita di gruppi di persone anche nel periodo estivo.

 

Partner:

Organizzazione mondiale delle Migrazioni, Croce Rossa di Bihać, IPSIA, Caritas Banja Luka.

 

Per maggiori informazioni: Paola Amigoni 035/4598412, p.amigoni@caritasbergamo.it

Per donazioni:

  • Di persona presso la Caritas Diocesana Bergamasca, in Via del Conventino, 8 scala 1 piano 2 a Bergamo (da lunedì a venerdì dalle 9,00 alle 12,30 e dalle 14,30 alle 18,00)
  • Bonifico Bancario a favore della Caritas Diocesana Bergamasca – Via Conventino, 8 – 24125 Bergamo sul Credito Bergamasco – Gruppo Banco Popolare – Fil. Bergamo Malpensata – IBAN n. IT69E0503411105000000006330
  • Coloro che desiderano usufruire della deducibilità dal reddito delle persone e delle imprese:
    Bonifico Bancario a favore di Associazione Diakonia OnlusUBI BANCA filiale di Piazza Vittorio Veneto 8, Bergamo – IBAN: IT27 Q 03111 11101 0000.0009.9169

 

Indicare come causale: Progetto Rotta Balcanica 2019