Progetto “Osare la Speranza 2.0”

Capofila: Associazione Comunità Emmaus
Partner: Associazione Diakonia Onlus, Caritas Diocesana Bergamasca
Durata: 15 mesi (1 settembre 2014 – 31 dicembre 2015)
Costo totale: 73.800€
Finanziamento: 67.000€
Finanziatore: Caritas Italiana

Circa 25 anni fa, alcune realtà del privato sociale e la Caritas Diocesana Bergamasca assieme ad altre realtà pubbliche del territorio promossero il progetto Osare la Speranza come reazione all’AIDS e alla sua forte onda di sofferenza, di morte e, soprattutto, di paura e pregiudizio.
La rapida diffusione dell’epidemia, la mancanza di cure, la paura del contagio, lo stigma che colpiva le persone infette erano i temi con cui il progetto si confrontava. Da allora molto è cambiato: esistono cure efficaci anche se non definitive, si muore di meno, ma l’epidemia è in continua diffusione, si conosce sempre meno la malattia e, purtroppo, lo stigma e il pregiudizio sono solo “sopiti”, pronti a riemergere alla prima occasione. Di AIDS non si parla più, o quasi, l’emergenza e l’allarme sociale hanno lasciato il posto all’indifferenza e al silenzio.
Negli anni la Caritas Diocesana e altri enti del privato sociale impegnati a fianco delle persone con HIV hanno cercato, non senza fatica, di mantenere viva l’attenzione a fronte di un progressivo disinvestimento pubblico in questo settore.
Questo progetto consente di rilanciare in modo forte e su più livelli l’impegno di “lotta all’AIDS” e di promozione della solidarietà: “Osare la Speranza 2.0” si basa sull’idea, ieri come oggi, che sia possibile e necessaria un’alternativa culturale ed operativa a questo stato delle cose, che occorra contrastare l’indifferenza e il silenzio, per le stesse ragioni di ieri.
Occorre, ancora oggi, imparare a proteggersi dal virus senza emarginare le persone che ne sono affette.
Oggi come ieri, serve distinguere tra comportamenti e categorie a rischio, promuovere la prevenzione accanto ai valori del rispetto per se stessi e gli altri, educare al test e rimuovere paure e pregiudizi che, seppur più striscianti e meno eclatanti, sono tuttora ricorrenti.
Per fare ciò, le leve dell’informazione, della sensibilizzazione, della formazione e del coinvolgimento del volontariato sono gli strumenti privilegiati dal progetto che si rivolge alla popolazione in generale (alcune della azioni previste avranno ricadute pubbliche) e ad alcuni contesti specifici in particolare (scuole secondarie, Oratori e Parrocchie, centri di ascolto e servizi della Caritas e di altri enti ad essa correlati).
Le azioni effettuate dal progetto sono state:

  1. Realizzazione di una campagna di sensibilizzazione pubblica e di un convegno in occasione del 1 dicembre: Giornata Mondiale di Lotta all’AIDS .
  2. Interventi di informazione e di sensibilizzazione realizzati in parrocchie e oratori. In alcuni oratori, la tematica è stata sviluppata a partire dalla proposta di fare un po’ di volontariato nelle case alloggio della Comunità Emmaus, esperienza molto formativa e significativa per gli adolescenti e i giovani che hanno aderito.
  3. Percorso formativo e concorso per studenti delle scuole superiori e adolescenti/giovani delle parrocchie. Durante questa prima annualità, sono stati coinvolti in percorsi di formazione 1500 studenti di 10 scuole superiori, alcuni dei quali hanno partecipato ad un concorso per dare il loro personale messaggio sulla tematica HIV/AIDS.
  4. Percorso di formazione per operatori dei servizi Caritas, Centri di Ascolto e altri servizi territoriali promossi da enti collegati a Caritas.
  5. Percorso di formazione rivolto a volontari dei Centri di Ascolto Parrocchiali.

La rete già attivata con diversi enti territoriali pubblici e privati ha garantito al progetto le collaborazioni e le sinergie necessarie al raggiungimento degli obiettivi prefissati.