SOSTEGNOLAVORODestinatari

Persone che, nella diocesi di Bergamo, hanno perso il posto di lavoro e che non riescono più a condurre una vita familiare e personale dignitosa a causa della situazione di crisi economica.

Finalità

Promuovere un segno di prossimità da parte della Chiesa Bergamasca verso le famiglie senza lavoro e che si trovano a vivere una condizione di forte difficoltà socio-economica.

Servizio

Per accedere agli interventi sussidiari attivati con il Fondo “Famiglie e lavoro” le famiglie sono invitate a contattare le realtà presenti sul territorio: Parrocchie, Centri di Primo Ascolto, Conferenze San Vincenzo, Sindacati CISL o Cgil, Patronati delle ACLI. Gli operatori di questi enti eseguono un primo filtro per verificare il possesso dei requisiti di accesso e successivamente contattano direttamente la segreteria della Caritas diocesana per fissare un colloquio con i volontari. In seguito, una commissione valuta le diverse situazioni definendo le tipologie di intervento da effettuare.

Inizio attività

17 aprile 2009

Gestione servizio

Il progetto viene gestito dalla Caritas Diocesana Bergamasca / Associazione Diakonia Onlus con il sostegno delle singole Parrocchie, degli Enti Pubblici, degli Istituti bancari nonché delle sottoscrizioni dei cittadini.

Organizzazione

La segreteria Caritas prende gli appuntamenti per i colloqui. Sette volontari svolgono i colloqui con le persone richiedenti di norma inviate loro dai CPAC parrocchiali o dai Patronati o dai Comuni. Una commissione valutativa esamina i casi presentati. Due operatori del CPAeC Diocesano e un volontario gestiscono la parte delle erogazioni e dei voucher lavoro. Un volontario e un operatore si occupano delle persone che hanno accesso al Prestito della Speranza CEI.

Il “Fondo Diocesano Di Solidarietà Famiglia – Lavoro” è arrivato al suo settimo anno di attività. Il progetto è stato avviato nell’aprile 2009 per volontà dell’ex Vescovo Mons. Roberto Amadei, il quale, nel periodo del Santo Natale dell’anno 2009, mise a disposizione 300mila euro per far fronte alle problematiche delle famiglie colpite dalla crisi del lavoro che rischiavano di cadere in condizioni di povertà ed emarginazione.
Successivamente il fondo ha avuto altre donazioni da parte delle Parrocchie, della Fondazione MIA, della Banca Popolare, dei sacerdoti che hanno ceduto il 50% di un loro stipendio e dei privati cittadini.
Il progetto si struttura seguendo il seguente schema: il “primo contatto” con la persona in difficoltà avviene nel suo territorio di residenza, tramite la Parrocchia, i CPAeC parrocchiali e/o gruppi caritativi, i Patronati o i servizi sociali. L’ente che fa il primo filtro contatta la Caritas Diocesana che fissa un appuntamento con uno dei volontari che effettuano un colloquio. La richiesta della persona ascoltata è successivamente condivisa e valutata in una specifica commissione per decidere riguardo al tipo sostegno da erogare. Le persone possono ricevere fino ad un massimo di tre possibili sostegni economici (non nello stesso anno).

Documenti