Opere Segno: cosa sono

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L’esperienza della Caritas nasce dall’intenzione di superare un’idea di carità che delegava a pochi filantropi e/o ad alcune istituzioni religiose l’attenzione ai poveri.
Sulle orme e come conseguenza del Concilio Vaticano II Paolo VI pose con forza la necessità di giungere ad una vera corresponsabilità ecclesiale nell’impegno caritativo, percepito ancora nella seconda metà del novecento più come “problema privato” che da vivere comunitariamente nelle comunità cristiane.

Per la Caritas parlare di testimonianza della carità vuol dire invece riflettere sull’essere comunità a partire dai poveri, dai più poveri, da chi è meno tutelato nei propri diritti.
“Emarginazione” e “marginalità” sono parole-immagini che richiamano l’idea dell’esistenza di un centro e di una periferia. L’emarginato sta ai bordi della società o del gruppo di non-appartenenza e l’emarginazione è l’azione che lo distanzia dal centro per collocarlo fuori, ai confini.
Per questo l’impegno pedagogico della Caritas si fa metodologia d’azione per portare la comunità cristiana e le sue articolazioni territoriali (parrocchie) e personali (gruppi) a prendere coscienza della situazioni umane di bisogno sapendone leggere le cause, condividere le responsabilità e fornire risposte continuative, adeguate ed impegnative che siano segno di riconoscimento dell’essere comunità cristiana.
Il segno non ha la pretesa di essere esaustivo rispetto al bisogno. La sua essenza è soprattutto educativa. Se è allora importante piegarsi sul bisogno, prendendosi cura in modo meno inadeguato possibile della persona che lo vive, il vero obiettivo non sta nella qualità della cura ma, per un verso, nel bisogno da far regredire e, per l’altro verso, nella cura da moltiplicare nella comunità, come forma normale delle relazioni interpersonali la risposta al bisogno.

Le Opere Segno allora rispondono non solo al criterio funzionale grazie al quale soddisfano determinati tipi di bisogni che, diversamente, rimarrebbero a lungo senza risposta, ma sono anche un “dito puntato” per indicare altro e di più.

Concretamente allora le Opere Segno:

  • rinviano al movimento periferia-centro, richiamando le comunità sia ecclesiali che civili a prendersi carico concretamente delle situazioni di bisogno individuate;
  • ricollocano al primo posto la persona come soggetto portatore di risposte (anche residuali);
  • pongono con forza il bisogno di andare all’origine delle situazioni di povertà, in modo che a tutte le persone siano garantite le opportunità per vivere fino in fondo la propria vita, realizzando il proprio progetto di vita.

Un’ulteriore caratteristica delle Opere Segno è quella di “scomparire” appena non ve ne è più la necessità: il che è possibile quando le comunità locali fanno attivano le risposte ai bisogni per garantire secondo giustizia ciò che prima veniva offerto per dono.

Opere Segno della Caritas Diocesana Bergamasca

Anche la Caritas Diocesana Bergamasca ha attivato da molti anni diverse Opere Segno. Esse sono nati dall’analisi del territorio e dalla constatazione che esiste una larga fascia di popolazione che, per la tipologia dei bisogni che esprime, non ha quasi nessun servizio di riferimento.
L’attivazione di punti di ascolto e di accoglienza, anche attraverso l’offerta sia di servizi di semplice erogazione (come quelli relativi al vitto e all’igiene personale), sia di natura più complessa (come l’aiuto a situazioni di grave marginalità orientato ad un possibile reinserimento sociale), permette di avvicinare una fascia di popolazione che altrimenti raggiungerebbe livelli più gravi di emarginazione.

La maggior parte delle opere/servizi sono collocati nella città di Bergamo: la città è infatti il luogo in cui convergono diverse povertà provenienti da tutta la Provincia (ed anche oltre).
Tuttavia le istituzioni pubbliche e la stessa società civile faticano ad accorgersi di queste “presenze” che richiederebbero più attenzione e consapevolezza.
Le Opere Segno della Caritas Diocesana Bergamasca sono pensate non tanto in un’ottica “quantitativa” di attivazione di possibili interventi assistenziali, quanto piuttosto come capacità di stare dentro i cambiamenti sociali in atto, facendo sentire alta la propria voce, a fianco dei più deboli.

La finalità del sistema delle opere/servizi proposto è soprattutto quella di sostenere un’azione pastorale e pedagogica nei confronti del territorio, primariamente delle comunità parrocchiali. La promozione della persona, la tutela della sua dignità tramite azioni di “advocacy”, di costruzione di progetti e percorsi personalizzati, sono i punti di riferimento costanti delle attività costruite nel tempo.
Oltre ai servizi che dipendono direttamente dalla Caritas Diocesana Bergamasca, esiste sul territorio una pluralità di servizi e/o di comunità con le quali la Caritas stessa collabora: il lavoro di rete è una delle strade più importanti per dare risposte sempre più qualificate e complessive alle persone in situazione di bisogno. Il servizio segno nasce proprio dal desiderio di stimolare le singole Parrocchie e le comunità ecclesiali e civili a farsi carico di una serie di problemi che sul territorio esistono. Ma ciò ha senso solo se viene vissuto in una continua relazione tra i vari soggetti presenti sul territorio: ciò che guida tutte queste azioni è il desiderio di costruire una “comunità di comunione”. Ciò è possibile soprattutto promuovendo una maggiore presenza educativa, una più decisa ed incisiva capacità di dialogo e un senso di accoglienza verso tutti, senza escludere alcuno.

Il valore educativo di queste esperienze di servizio sta nel testimoniare attenzione ai bisogni, coinvolgimento della comunità, assunzione di responsabilità, testimonianza della dignità di ogni uomo e quindi riaffermazione della giustizia sociale che è per tutti. Da un punto di vista più “laico” è il bisogno di riaffermare con forza i doveri di cittadinanza, un dovere prima di tutto alla solidarietà che la stessa costituzione considera uno dei “valori aggiunti” del vivere pienamente la propria appartenenza alla comunità umana.