Primi passi
La Caritas è stata costituita in Italia nel 1971 da un’intuizione di Papa Paolo Sesto.
È l'organismo pastorale finalizzato a promuovere la testimonianza della carità all’interno della comunità cristiana.
“La Caritas ... assume una prevalente funzione pedagogica: il suo aspetto spirituale non si misura con cifre e bilanci, ma con la capacità che essa ha di sensibilizzare la Chiesa locale e i singoli fedeli al senso e al dovere della carità in forme consone ai bisogni e ai tempi”
(Papa Paolo VI, ai Presidenti delle Caritas Diocesane al Primo Convegno Nazionale della Caritas Italiana il 27 settembre 1972).
Capitolo primo: dal 1974... I PRIMI PASSI.
Settembre 1974. Il Vicario Episcopale per gli Organismi pastorali convoca alcune persone, rappresentative dei Centri pastorali diocesani e del mondo caritativo assistenziale della Diocesi. Si realizzano diversi incontri per fare chiarezza sull'opportunità di avviare un Organismo per la promozione e il coordinamento delle iniziative pastorali della sofferenza e dell'emarginazione. Presenzia al primo di questi incontri Mons. Giovanni Nervo, presidente della Caritas Italiana (operante in Italia dal 1971). La preoccupazione iniziale è di giungere a conoscere e a far conoscere le realtà che sul territorio della Diocesi hanno già in atto sperimentazioni nell'ambito dei servizi di carità: istituti religiosi, associazioni di volontariato, comunità terapeutiche, gruppi spontanei, comunità parrocchiali. Si utilizza il settimanale "La nostra Domenica" per far conoscere le varie esperienze di servizio caritativo, la mappatura degli istituti ed enti preposti all'assistenza ed iniziative particolari per la Quaresima in collaborazione con il Centro Missionario Diocesano. Nel primo periodo le attenzioni maggiori sono concentrate sui seguenti punti:
- conoscere e far conoscere attraverso la stampa diocesana le esperienze di servizio caritativo più significative;
- curare la mappatura degli istituti religiosi e degli enti preposti all'assistenza;
- proporre, in collaborazione con il Centro Missionario Diocesano e le associazioni caritative, un impegno particolare per la Quaresima 1975;
- studiare quali prioritarie collaborazioni mettere in atto da parte della Caritas Diocesana Bergamasca con il Centro Pastorale delle categorie speciali.
Di questi quattro punti solo uno viene preso in considerazione in modo significativo: l'iniziativa quaresimale di ricerca e riflessione sulle problematiche degli anziani "Le persone anziane tra noi". Il Vescovo Clemente Gaddi, nella Lettera Quaresimale, presentava tale iniziativa e coglieva l'occasione per accennare, per la prima volta, all'organismo pastorale della Caritas Diocesana Bergamasca: "Si tratta di un'iniziativa della Caritas Diocesana Bergamasca che opera presso i Centri pastorali diocesani. Dirò anzitutto che è da tempo che si pensa alla costituzione della Caritas diocesana come organismo pastorale della Chiesa locale in relazione con la Caritas Italiana, istituita e promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana (C.E.I.). Non si tratta di un nuovo organismo che si aggiunga ad altri già esistenti, come sono ad esempio l'Opera Diocesana Assistenza (O.D.A.) e le Conferenze di S. Vincenzo, ne tanto meno che si ponga in concorrenza con essi, ma di un organismo che, lasciando a quelli già esistenti strutture, finalità, ambiti e modi di azione loro propri, ne stimoli, ne potenzi e ne colleghi il lavoro. È, in una parola, l'espressione globale dell'attività caritativa della Diocesi, nella quale potrebbe mancare un organismo o un altro di carità, ma non potrà mai mancare una Pastorale della carità" (Lettera Quaresimale 1975 - Clemente Gaddi , Vescovo).
Novembre 1975.
Nel Consiglio Presbiterale Diocesano, viene presentata la proposta di istituzione dell'organismo pastorale della Caritas Diocesana Bergamasca. Viene nominata una commissione che prepari una "bozza" di organismo Caritas diocesana. Vengono espresse diverse perplessità circa l'opportunità di un nuovo organismo pastorale , ma il Consiglio Presbiterale Diocesano in una seconda seduta (11/12/1975) esprime parere favorevole sulla istituzione della Caritas Diocesana Bergamasca ouale Organismo pastorale della chiesa diocesana per la promozione della testimonianza della carità. Nel documento diocesano sulla "Riorganizzazione del Servizio Pastorale Diocesano" (n.101) vengono precisati i compiti dell'Organismo pastorale della Caritas Diocesana Bergamasca:
- favorire l'attuazione del precetto evangelico della carità nella comunità diocesana e nelle singole comunità minori, specie parrocchiali, con particolare attenzione alle persone che si trovano in condizioni di bisogno;
- promuovere e coordinare le attività caritative e assistenziali della Chiesa locale, le Parrocchie nelle loro espressioni e i singoli cristiani al senso della carità e al dovere di promuovere attività caritative ed assistenziali;
- stimolare la Chiesa locale perché prenda posizione nei confronti dell'autorità in caso di ingiustizie lesive della dignità umana;
- coordinare interventi di emergenza in caso di pubbliche calamità;
- favorire l'interessamento per lo sviluppo umano e sociale dei paesi del terzo mondo, in collaborazione con il Centro missionario diocesano.
A partire da questi compiti, negli anni seguenti, prendono avvio alcuni progetti:
- Centro di Primo Ascolto e Coinvolgimento;
- Istituzione di un Albo del Volontariato;
- Avvio della Raccolta annuale di S. Martino per la creazione di un "fondo solidarietà";
- Promozione di Centri di accoglienza per disagi vari;
- Corsi di formazione per il Volontariato;
- Gestione del Servizio Civile degli Obiettori di Coscienza;
- Sostegno alla riqualificazione delle Istituzioni assistenziali ecclesiali;
- Sensibilizzazione dell'opinione pubblica per una sanità a servizio dell'ammalato;
- Istituzione della Cooperativa Servire;
- Progetto accoglienza Vietnamiti;
- Avvio dell'esperienza di Anno di Volontariato Sociale;
- Promozione di Comunità per rispondere alle problematiche della tossicodipendenza;
- ...
LE FUNZIONI
La Caritas è un organismo pastorale di animazione, coordinamento e sollecitazione di tutte le varie istituzioni operanti nelle comunità ecclesiali della nostra Diocesi ed ha i seguenti compiti:
- Rilevare le situazioni di povertà e di bisogno, cercando di promuoverne la soluzione.
- Sensibilizzazione per coinvolgere la comunità sia ecclesiale, sia civile nelle iniziative per risolvere le situazioni di povertà e di bisogno; a questo fine promuovere cammini e proposte di formazione, di ascolto e presa di consapevolezza comunitaria in ordine ai problemi di povertà e di bisogno.
- Aprire, secondo una metodologia collaudata non soltanto assistenziale, "Servizi segno" per l'ascolto, l'accoglienza e la promozione dei poveri.
- Creare istituzioni, privilegiando le forme associative e cooperative, che rispondano ai bisogni dei poveri e degli ultimi e per un più elastico rapporto con le Istituzioni Pubbliche o private del territorio.
- Collaborare alla programmazione pastorale a livello diocesano e parrocchiale sia per l'annuncio della Parola sia per la celebrazione della Liturgia.
- Provvedere alle esigenze ed avere attenzione a quelle situazioni di bisogno, alle quali nessuno attende.
- Sensibilizzare all'accoglienza vitale della persona del povero.
STRUTTURA
- Presidenza
- Consiglio Direttivo
- Giunta Esecutiva
- Direzione
- Segreteria
- Amministrazione

