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Fondo Diocesano di Soldarietà FAMIGLIA e LAVORO

Un “Servizio-Segno” della Chiesa di Bergamo a favore di famiglie che perdono il lavoro.

La situazione di crisi economica conseguente alla grave crisi finanziaria mondiale e ad alcuni aspetti incontrollati del mercato globale mette in primo piano l’esigenza di andare in aiuto a molte persone che hanno perso il posto di lavoro e che non riescono più a condurre una dignitosa vita familiare e personale.

La crisi in corso non riguarda solo le aziende e il mercato di consumo, ma intacca anche la vita delle famiglie e mette in difficoltà anche tutta una serie di servizi ai quali il “welfare state” dava risposte che oggi appaiono insufficienti.

La crisi economica, con la conseguente perdita di tanti posti di lavoro anche nella nostra Provincia di Bergamo, mette sempre più in evidenza gli elevati costi sociali che stanno subendo tante nostre famiglie, soprattutto quelle che già vivono situazioni di fragilità dovute alla presenza di persone non autosufficienti, anziani o minori.

Certamente l’origine dei mali sta a monte dell’economia: la produzione, la distribuzione e l’uso delle risorse, infatti, implica sempre un insopprimibile aspetto etico. Un’economia che non mette al centro l’uomo ma il profitto da perseguire ad ogni costo può dirsi etica? Spetta alla politica, all’economia e ai tecnici individuare le cause della presente situazione e indicare risposte strutturali. Ciò però non esime che ciascuno debba domandarsi cosa può fare.

Anche la Chiesa bergamasca attraverso la Caritas, intende promuovere un segno di prossimità verso le famiglie che hanno perso il lavoro e che si trovano a vivere una condizione di forte difficoltà sociale.
Accogliendo l’invito del Vescovo Mons. Amadei, sarà istituito un “Fondo di solidarietà” che potrà essere alimentato con il contributo anche delle singole Parrocchie, degli Enti Pubblici, degli Istituti bancari, delle Associazioni di categoria rappresentative del sistema produttivo bergamasco nonché aperto alla sottoscrizione da parte di chiunque crede nell’importanza di agire, in questo momento, a favore di quella parte della società bergamasca che corre il rischio di vedersi arginata da situazioni di difficoltà economica.

 

Per avere informazioni dettagliate e conoscere quali sono i documenti necessari per presentare la richiesta, contattare:

  • sportello della Direzione dei Servizi Sociali ed Educativi del Comune di Bergamo, presso la sede di Via Legrenzi 31 (Redona), tel. 035/399.880, da lunedì a venerdì, dalle 9:00 alle 12:00;
  • parrocchie, Conferenze San Vincenzo, e Centro D'Ascolto parrocchiali della Caritas;
  • sportello sociale CGIL, Via Garibaldi 3, tel. 035/359.43.82;
  • sportello sociale CISL, Via Varnovali 88/A, tel. 035/324.118;
  • sportello sociale UIL, Via S. Bernardino 72/E, tel. 035/247.819;
  • patronato ACLI, Via Angelo Mai 4, tel. 035/242.526.

 


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