comunicato 19 marzo 2020

Oggetto: comunicazione ai parroci

Carissimi parroci,
sappiamo che molti di voi stanno passando un periodo difficile e faticoso. Vogliamo esprimervi la nostra vicinanza anche in questa seconda settimana di forti restrizioni alla mobilità a causa dell’emergenza COVID-19.
La Caritas diocesana è disponibile ad attivarsi, laddove servisse, per rispondere a situazioni di grande fatica alimentare o economica di alcune famiglie presenti sul vostro territorio, anche in assenza di CPAC parrocchiali. In questo momento di forte crisi, Caritas Bergamo può farsi carico di queste situazioni, sostenendo le parrocchie nel dare risposte di prossimità e vicinanza.
Nel caso in cui siate contattati, o veniate a conoscenza di situazioni di emergenza e, giustamente dato il momento di grande fatica, non possiate fronteggiarle come comunità, potete contattare il numero 371/1936556 o scrivere alla mail formazione@caritasbergamo.it e presentare il caso e le relative fatiche.

Vi salutiamo ribadendo la nostra completa disponibilità.
Grazie per gli innumerevoli sforzi che state facendo.
Un caro saluto
Don Roberto Trussardi e gli operatori della Caritas diocesana

comunicato 17 marzo 2020

Ai volontari dei Cpac e Caritas sul territorio

Oggetto: aggiornamento indicazioni per cpac  e Caritas della diocesi di Bergamo

Carissimi,
sappiamo che molti di voi stanno passando un periodo difficile e faticoso, vi vogliamo esprimere la nostra vicinanza anche in questa seconda settimana di forti restrizioni alla mobilità a causa dell’emergenza COVID-19. Vi inviamo alcune indicazioni che l’equipe comunità ha definito sulla base delle esigenze emerse da un primo contatto con i coordinatori di tutti i CPAC della diocesi.

Irreperibilità CPAC
Una prima questione emersa è che non tutti i CPAC hanno un numero di cellulare di riferimento da contattare. Diverse persone in difficoltà hanno chiamato in Caritas diocesana chiedendo informazioni su come poter sentire i volontari di riferimento dei CPAC parrocchiali. Sarebbe importante (se è possibile) dotarsi di un numero di cellulare da dare ai beneficiari con orari specifici in cui poter essere contattati per evitare di dover comunicare numeri personali (qualora il CPAC non possa affrontare tale spesa, vi chiediamo di contattare la Caritas diocesana al 371/1936556).

Incontri d’equipe
Vi invitiamo a continuare a sentirvi e a proseguire le riunioni di equipe, esistono strumenti che consentono di “riunirsi senza incontrarsi”, ne citiamo alcuni:
● Skype (https://www.skype.com/it/get-skype/)
● Meet di Google (https://meet.google.com/)
● Whatsapp (massimo 4 persone a chiamata)
● …

Distribuzione generi prima necessità
Siamo consapevoli che la situazione di chiusura si protrarrà per lungo tempo (almeno fino al 3 aprile, se non oltre) e che quindi già ora diverse famiglie a cui è stata sospesa l’erogazione del pacco alimentare sono in difficoltà. Abbiamo pensato ad alcune proposte per la gestione in emergenza dei pacchi alimentari che tengano in considerazione le normative e l’interesse a preservare la salute di tutti.
Ogni CPAC può valutare quale sia la formula migliore per il proprio territorio nelle prossime settimane:

  1. Affidare alle reti comunali la consegna dei pacchi alimentari anche per beneficiari CPAC. Contattare i Comuni per attivare la possibilità di consegnare a domicilio i pacchi alimentari anche per i beneficiari dei CPAC. Un solo volontario (il più giovane in salute) del CPAC prepara i pacchi per le famiglie e i volontari della rete comunale ritirano e consegnano a domicilio.
  2. Chiedere a parroci o curati di oratori/parrocchie, sentendo anche le comunità religiose di altra lingua/fede presenti sul territorio (per questo si può sentire l’ufficio migranti scrivendo a e.sarzilla@caritasbergamo.it), di organizzare un gruppo di giovani volontari che possano effettuare le consegne a domicilio dei pacchi per i beneficiari del CPAC.
  3. Richiedere il pony-pacco alla Caritas diocesana per urgenze/emergenze: gli operatori di area comunità sono disponibili, nel limite del possibile, per consegne a domicilio a beneficiari di CPAC in difficoltà o emergenza. I CPAC possono segnalare al numero di area 371/1936556 i casi urgenti e chiedere l’attivazione del servizio.
  4. Utilizzare un nuovo strumento: attivazione credito presso i piccoli esercizi commerciali del paese/quartiere. Per questa ultima opzione, Caritas diocesana mette a disposizione un fondo per l’emergenza COVID-19 a favore dei CPAC che non hanno liquidità disponibile. I CPAC possono indicare via mail a formazione@caritasbergamo.it l’elenco delle famiglie/singoli che hanno in carico e che sono in difficoltà in questo momento (perché non lavorano più o poco o perché già senza lavoro da prima) e per i quali la borsa alimentare è necessaria. Caritas diocesana su indicazione del CPAC, calcolerà il costo della spesa da sostenere per queste persone e farà un bonifico alla parrocchia, in modo che il CPAC possa usare l’importo accreditato per attivare crediti presso i commercianti del proprio paese/quartiere e proporre la possibilità di pagare la spesa per i beneficiari fino a inizio maggio. Il CPAC può scegliere poi come meglio organizzarsi in base al suo territorio: un’opzione potrebbe essere quella di inviare ai commercianti con cui si collabora la lista delle persone seguite dal CPAC non indicando nome e cognome (attenzione alla privacy) ma dando un codice numerico a ciascuno (es. Rossi Mario è il numero 12). La stesso codice darlo alla famiglia che nel momento in cui va a fare la spesa, sa che ha un credito ad es. di 20€ e il codice che deve dare al negoziante è il 12. Per pagare i negozianti si può effettuare un bonifico da parte della parrocchia a spese effettuate (ogni fine mese) oppure lasciando una somma già disponibile in negozio da cui verranno scalate le spese fatte.

Questione badanti (assistenti famigliari)
Ci sono arrivate infine segnalazioni riguardo al problema delle badanti che vivono in casa con le persone assistite e che si ammalano. Dopo aver sentito lo sportello SOS Badanti dell’Isola Bergamasca che è in contatto con i medici di base per questo problema, indichiamo che la procedura corretta da seguire: la badante deve restare in casa con il nucleo con cui vive, non deve spostarsi altrove ma deve effettuare la quarantena nel nucleo familiare in cui risiede.

Ribadiamo la completa disponibilità dell’equipe comunità per ogni necessità o richiesta al 371/1936556 o via mail all’indirizzo formazione@caritasbergamo.it.
Vi ringraziamo per gli sforzi che state facendo anche nell’obbedienza alle richieste di rimanere il più possibile a casa.
Don Roberto Trussardi

comunicato 09 marzo 2020

Ai volontari dei Cpac e Caritas sul territorio

Oggetto: aggiornamento indicazioni per cpac  e Caritas della diocesi di Bergamo

Carissimi, nel perdurare della situazione di diffusione del Coronavirus nel nostro territorio, al fine di salvaguardare la salute di tutti, la Caritas diocesana invita a rispettare le indicazioni delle autorità sanitarie e del governo nazionale
Le autorità invitano tutte le persone, e in particolar modo le più anziane, coloro che sono affette da patologie cardiovascolari, respiratorie, metaboliche e che deprimono il sistema immunitario, a restare il più possibile in casa.
I Coronavirus sono trasmessi da persona a persona, di solito dopo un contatto stretto con una persona che può avere sintomi anche lievi (tosse, raffreddore, febbre) o che nel periodo di incubazione (da 2 a 14 giorni) può essere ancora asintomatica. Per contatto stretto si intende un contatto fisico diretto (per esempio una stretta di mano) oppure essere stati vicini, a meno di due metri e per più di 15 minuti, ad una persona affetta da Covid-19. In queste condizioni il virus contenuto nelle goccioline del respiro delle persone infette può arrivare a bocca, naso, occhi di una persona sana attraverso saliva, tosse, starnuti o mani contaminate (non ancora lavate).
Pertanto ci sembra importante ribadire l’assoluta necessità di evitare assembramenti, code, soste nelle sale d’attesa, circostanze in cui più persone rimangano a contatto in spazi circoscritti. Queste misure vogliono tutelare la salute sia dei volontari che dei beneficiari.

Per quanto riguarda i servizi:

  1. CPAC e sportelli: I CPAC saranno chiusi al pubblico sino al 3 aprile come da indicazione del decreto ministeriale dell’8 marzo 2020.
    L’ascolto può essere garantito anche attraverso il telefono o per via digitale e occorre favorire la reperibilità almeno telefonica del Centro di ascolto per dare anche le corrette informazioni su come muoversi in questa situazione. Ogni volontario potrebbe avere il compito di tenere sentiti telefonicamente alcuni beneficiari utilizzando il proprio telefono con numero privato per preservare la privacy.
    Ricordiamo l’importanza di affiggere o consegnare i fogli informativi riguardo al COVID-19 in diverse lingue che la Caritas diocesana ha inviato a tutte le Parrocchie. 
  2. Distribuzione viveri e generi di prima necessità: le distribuzioni sono sospese fino al 3 aprile.
  3. Altre distribuzioni (abiti, mobili, …): le distribuzioni sono sospese fino al 3 aprile.
  4. Doposcuola e scuole di italiano: restano chiusi per tutto il periodo di sospensione delle attività scolastiche. 

Ricordiamo, infine, che tentativi di truffa o raggiro legati all’emergenza vanno segnalati alle Forze di Polizia.

Il nostro Vescovo ci invita a considerare che “Il Signore ci indica nel silenzio e nell’ascolto della sua Parola, nella pazienza e perseveranza e nella preghiera e della carità vicendevole, le armi del nostro combattimento spirituale. Sono queste che vogliamo indossare anche noi”.
Con questa speranza, ringraziamo per il senso di responsabilità con cui i volontari Caritas stanno affrontando la situazione.

Gli operatori dell’area comunità rimangono a disposizione per qualunque chiarimento al numero 3711936556 tutti i giorni dalle 09:00 alle 13:00 oppure via mail all’indirizzo formazione@caritasbergamo.it 

Il direttore di Caritas Bergamasca 
Don Roberto Trussardi

Ministero della salute: http://www.salute.gov.it/nuovocoronavirus
Istituto superiore di Sanità: https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/
World Healt Organization: https://www.who.int/

comunicato 24 febbraio 2020

Visto il prolungarsi dell’emergenza, in merito ai  Centri di Ascolto della Diocesi, le indicazioni della Caritas Diocesana sono le seguenti:

Valutare con il proprio Parroco e/o Consiglio Pastorale l’opportunità o meno di aprire il Centro di Ascolto (occorre proteggere  i volontari soprattutto se nella fascia anagrafica a rischio) e tener conto della dislocazione geografica (ci sono zone più a rischio rispetto ad altre)
E’ possibile nonché auspicabile  il monitoraggio telefonico o E-mail delle persone seguite dal centro e che sappiamo essere  nel bisogno (soprattutto se anziane).
Eventuale apertura (ridotta) con accoglienza di una persona alla volta, attivando tutte le misure precauzionali necessarie  (mascherine, guanti, …).

Siamo certi che l’esperienza maturata, la collegialità nelle scelte e il buon senso di tutti e di ciascuno, vi faranno fare le scelte migliori.

Decalogo ministeriale contro la diffusione del COVID-19

Qui è possibile scaricare il decalogo ministeriale contro la diffusione del COVID-19 tradotto in più lingue (si ringrazia Progettazione C. Sociale – https://www.cooperativaprogettazione.it/)

Il Centro di Ascolto Diocesano e gli Uffici Caritas sono aperti e a Vostra disposizione.

Qui un link alle #buonepratiche da seguire per la prevenzione dell’infezione: http://tiny.cc/indicazioni-coronavirus